APOCRYPHUS

APOCRYPHUS

di NIZZO DE CURTIS
a cura di Bianca Pilat


APOCRYPHUS è il titolo dell'ultimo intervento di Nizzo de Curtis nei locali della Associazione Culturale Bianca Pilat.
Sarà presentata un’unica opera alta due metri che si sviluppa per diciasette metri. É un lavoro onirico, delirante, giocoso e, nel contempo, drammatico, che tocca in forma allegorica quei misteri che hanno caratterizzato il nostro paese dal dopoguerra in poi.
L'autore scrive: Non mi riferisco a Misteri Dionisiaci come a Pompei, ma ad una bugiarda memoria collettiva, fatta di depistaggi della verità. La mancanza di una Norimberga per l'Italia del dopoguerra, prosegue l'autore, ha creato una stratificazione di menzogne che sono passate attraverso le stragi di Mafia e di Stato, dalle BR alla morte di Pasolini, dalla morte di Salvatore Giuliano a quella di Aldo Moro, dalla P2 alla parte oscura del Vaticano, senza dimenticare il rapimento e delitto di Aldo Moro e la bomba che uccise Falcone che gelò l’estate del ’92. Sono ricordi anche personali che mescolano negli anni di piombo e di strategia del

terrore con le pubblicità e le musiche dei Carosello dell'epoca.
Alcuni eventi più antichi prosegue l'artista hanno trovato spazio e forme in me rivivendoli attraverso documentari o film e articoli giornalistici, a mio avviso non sempre coerenti con le verità ufficiali o con il punto di vista di alcuni autori e registi. Se pur non citato nell'opera il caso Ilaria Alpi, dedico questa opera a Hashi Omar Hassan.
L'opera sarà sezionabile e vendibile a pezzi a piacimento del collezionista, coinvolgendolo cosi nello scegliere il taglio e la dimensione che vorrà dare alla sua personale opera.